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Arezzo e la sua storia

Capoluogo di una vasta provincia della Toscana centro-orientale, Arezzo è facilmente raggiungibile da Firenze (km 80), Siena (km 65), Perugia (km 80) e Roma (km 205).

La città di Arezzo si sviluppa attorno al pendio di un dolce rilievo collinare, circondato da un'ampia conca pianeggiante, alla confluenza di quattro bacini naturali: a Ovest il Valdarno Superiore e a Sud Ovest la Valdichiana, larghe valli fluviali disegnate dagli omonimi corsi d'acqua. A Nord riceve lo sbocco del Casentino, stretto bacino intermontano, e ad Est un modesto diaframma montuoso la divide dal tratto superiore della Valtiberina. Arezzo dista - in linea d'aria - km 86 dal mare Adriatico e km 109 dal mar Tirreno. Il corso d'acqua di maggiori dimensioni - l'Arno - disegna una grande ansa a Nord Ovest della città (km 7), prima di ricevere le acque del canale maestro della Chiana e di formare il bacino artificiale della Penna.

Il clima è di tipo continentale, senza forti escursioni termiche stagionali. La leggera elevazione della città (m 296 sul livello del mare) mitiga, d'estate, gli effetti della calura. Piuttosto rara, in inverno, la neve, che solo nei mesi più freddi imbianca le vette vicine del Pratomagno e dell'Alpe Catenaia.

Lo sviluppo della città di Arezzo è stato facilitato dalla convergenza di grandi vie di comunicazione che, fin dall'antichità, ne hanno fatto un nodo importante degli scambi commerciali tra Nord e Sud, tra Est e Ovest. L'attività produttiva di maggiore interesse è oggi la lavorazione dei metalli preziosi: hanno sede ad Arezzo alcune tra le massime aziende orafe italiane, veri e propri "fiori all'occhiello" del Made in Italy nel mondo. Ogni anno, in aprile, presso il Centro Affari e Convegni, si tiene "Oro Arezzo", importantissima mostra internazionale e fiera campionaria di oreficeria, argenteria, gioielleria, pietre e coralli.
Le prime testimonianze dell'esistenza del centro etrusco di "Arretium" risalgono a ben 25 secoli fa, alla fine del VI secolo a.C., come attestano i resti di una necropoli sul Poggio del Sole, i due celebri bronzi della Chimera e della Minerva (conservati al Museo Archeologico di Firenze) e i vasi e le ceramiche custoditi al Museo Archeologico di Arezzo.
Ogni fase della storia della città è documentata da reperti di grandissimo valore storico e culturale. L'attività economica ed artistica in epoca romana ricevette grande impulso dalla figura di Gaio Cilnio Mecenate (68 a.C. - 8 a.C.), che divenne ministro e consigliere dell'Imperatore Ottaviano Augusto. L'epoca medioevale vide la nascita - attorno all'anno Mille - del libero Comune di Arezzo, che estendeva i suoi domini su un territorio pari circa all'attuale superficie della provincia. A questo periodo risalgono la fondazione dell'Università, tra le più antiche d'Italia e d'Europa, e il fiorire della poesia (Guittone, 1235 ca - 1294) e delle arti (Margarito d'Arezzo, 1236 ca - 1293 ca), cui s'ispirarono i maestri fiorentini (Cimabue) e senesi (Pietro Lorenzetti). Nel 1304, nacque ad Arezzo il poeta Francesco Petrarca, figlio di un fuoriuscito fiorentino.
La disfatta dei ghibellini di Arezzo a Campaldino (1289) segnò il passaggio di larghi possedimenti alle città di Firenze e Siena. L'ascesa del vescovo Guido Tarlati (1312), della potente dinastia dei Pietramala, sembrò avviare - nei primi anni del Trecento - un intenso periodo di prosperità e sviluppo, ma una lunga e travagliata crisi politica (1327 - 1384) provocò, per ben due volte, la cessione della città al dominio di Firenze e la perdita della sua autonomia politica, culturale e artistica.
Nel Quattrocento, grandi personalità fiorentine lasciarono la loro impronta nell'architettura e nell'arte aretina: Bernardo Rossellino (Palazzo di Fraternita), Benedetto da Maiano (portico di Santa Maria delle Grazie), Giuliano da Maiano (chiostro di Badia), Parri da Spinello e Bartolomeo della Gatta (progetto della chiesa della SS. Annunziata).
Nel 1453 fu conferito al pittore Piero della Francesca l'incarico di affrescare il coro della chiesa di San Francesco: nacque così il celebre ciclo della "Leggenda della Vera Croce", destinato a entrare nel novero dei grandi capolavori dell'arte universale, oggi interamente restaurato e ammirabile in tutta la sua straordinaria grandezza e ricchezza. In questo stesso periodo, operarono ad Arezzo l'umanista Leonardo Bruni (1374 ca 1444), autore della "Historia Fiorentina", il corrosivo poeta Pietro l'Aretino (1492 - 1556) e i fratelli letterati Benedetto, Francesco e Bernardo Accolti.
Il Cinquecento aretino è dominato dalla figura di Giorgio Vasari (1511 - 1574), architetto (Palazzo delle Logge), pittore, storico dell'arte ("Le vite dei più eccellenti architetti, pittori et scultori italiani") e potente arbitro della vita artistica toscana. Fu Vasari a chiamare in città il francese Guglielmo da Marcillat (autore delle vetrate della Cattedrale e della chiesa della SS. Annunziata) e Bartolomeo Ammannati (chiesa di S. Maria in Gradi).

La città subì all'epoca un profondo rivolgimento: il granduca Cosimo de' Medici ordinò l'abbattimento del palazzo del Comune e del Duomo vecchio, per dare luogo a un progetto di riassetto e fortificazione urbana che terminò intorno al 1560, con il rifacimento dell'antica Fortezza e l'erezione di una nuova cinta di mura bastionate che, lunghe ben 4.200 metri, abbracciano una superficie di circa 100 ettari. Nella parte superiore della città nacquero ricche dimore nobiliari (i palazzi Fossombroni, Guillichini e Barbolani di Montauto) e l'imponente Palazzo delle Logge del Vasari, in piazza Grande.
Seicento e Settecento segnarono - se non un vero e proprio declino - un notevole ristagno della città, sotto ogni profilo: la popolazione diminuì, l'assetto urbano restò come congelato, lettere ed arti vissero un lungo letargo. Bisognerà attendere l'Ottocento e l'affermazione del gusto neoclassico per veder emergere la figura del pittore aretino Pietro Benvenuti (1769 - 1844).
All'indomani dell'Unità d'Italia (1860), la città riacquistò - con l'autonomia amministrativa - un forte spirito d'iniziativa, anche sul piano economico e commerciale. Nacquero importanti industrie manifatturiere e le maggiori banche del territorio. L'espansione urbanistica e la realizzazione di nuove opere infrastrutturali continuarono per tutto il Novecento, con importanti progetti di risanamento e conservazione del ricco e magnifico centro storico della città.
Arezzo è stata il magnifico set de "La vita è bella", il film di Roberto Benigni che ha incantato e commosso il mondo intero, vincitore di ben 3 premi Oscar: miglior film straniero, miglior attore protagonista e miglior colonna sonora (per le musiche di Nicola Piovani).
Ogni primo week-end del mese si svolge nelle strade del centro storico di Arezzo una delle più ricche fiere dell'antiquariato di tutta l'Italia.

La seconda domenica di giugno e la prima domenica di settembre si tiene la Giostra del Saracino, antico gioco cavalleresco del Medioevo, ripristinato nel 1931 in forma di rievocazione storica. Preceduto da un ricco corteo in costume, che sfila per le vie della città con oltre 250 figuranti, il torneo si svolge nella ampia e suggestiva cornice di Piazza Grande: i cavalieri dei quattro quartieri cittadini si lanciano al galoppo contro un automa corazzato e armato di flagello, raffigurante il Saracino "Buratto Re delle Indie". Vince la Lancia d'Oro la coppia di giostratori che, colpendo lo scudo del Saracino, realizza il maggior punteggio.


L'immagine raffigura il "Ritratto di Uomini Illustri Aretini" di Alfonso De Carolis (1874/1928), conservato nel Palazzo della Provincia di Arezzo.

Da sinistra:
Gaio Cilnio Mecenate (vedi Gaio Cilnio Mecenate e la "Gens Cilnia"); Gugliemo Ubertini (vescovo ghibellino, morì a Campaldino); Guittone d'Arezzo (poeta, uno dei maggiori esponenti dello Stil Novo); Francesco Petrarca (poeta e umanista); Masaccio (pittore); Poggio Bracciolini (umanista e studioso di testi latini); Cristoforo Landini (umanista); Luca Signorelli (pittore); Guido Monaco (monaco benedettino inventore del tetragramma); Margarito (o Margaritone, architetto, scultore e pittore); Santa Margherita; Spinello (pittore); Leonardo Bruni (umanista); Piero della Francesca (pittore); Mino da Fiesole (scultore). Al centro: Michelangelo Buonarroti (scultore, pittore, architetto, poeta). A destra: Andrea Sansovino (scultore e architetto); Giorgio Vasari (architetto, scultore, storico e pittore); Pietro l'Aretino (letterato e poeta); Andrea Cesalpino (filosofo, medico, botanico, studiò la circolazione del sangue); Alessandro del Borro (uomo d'armi); Bernardo Tanucci (statista); Pietro Benvenuti (pittore neoclassico); Bernando Dovizi (cardinale e diplomatico al servizio di Leone X); Giammaria Ciocchi del Monte (divenuto papa con il nome di Giulio III); Benedetto Varchi (storico e letterato); Pietro Berrettini (architetto e pittore); Francesco Redi (medico, naturalista e letterato); Vittorio Fossombroni (uomo politico).

Vedi anche
Gaio Cilnio Mecenate e la "Gens Cilnia"
La Toscana Aretina / Tutti i musei della provincia di Arezzo


Per saperne di più
Comune di Arezzo
Provincia di Arezzo
Regione Toscana
Università di Arezzo
Fiera Antiquaria di Arezzo
Gli uomini illustri d'Arezzo
Roberto Benigni

(Si ringrazia Miramax per la foto da "La vita è bella")
Arezzoweb
Oroarezzo. Fiera campionaria dell'oreficeria
Piero della Francesca

 
                   
 
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